“La rigenerazione sociale poggia su un pilastro non negoziabile: il diritto all’abitare. Perché la dignità di ogni persona esige la certezza di una casa. Le politiche abitative sono fondamento stesso dell’inclusione. Dobbiamo garantire a tutti l’accesso ad un’abitazione dignitosa e a canoni sostenibili. Lo Stato deve perseguire questo fine”. Così il presidente Anci Gaetano Manfredi.
“In Italia c’è una grande emergenza abitativa”, ha detto, sottolineando l’urgenza di “un Piano Casa nazionale pluriennale capace di mobilitare risorse e visioni. Lo stiamo chiedendo al Governo”. “Ora lo chiede anche la Commissione europea. Abbiamo avanzato delle proposte concrete, spesso con progetti disponibili. Il Governo presti attenzione, ci convochi”, ha aggiunto. Evidenziando che “l’emergenza non riguarda solo le fasce più fragili. Oggi, la crisi del mercato immobiliare, tra affitti insostenibili e la difficoltà di accedere ai mutui — ha colpito duramente anche il ceto medio, giovani professionisti, studenti, giovani coppie, chi deve cambiare Comune per opportunità di lavoro. E questo crea un effetto domino devastante”.
E ancora: “Il Piano Casa non è una spesa, è un investimento strategico per la coesione e il futuro produttivo del Paese. Ogni euro speso per garantire un tetto sicuro alle famiglie fragili, al ceto medio, ai giovani, restituisce ai cittadini la fiducia di poter programmare un futuro”. In un altro passaggio della relazione, Manfredi ha evidenziato la necessità di “un ripensamento radicale del welfare”. “Bisogna ribaltare la prospettiva: non aspettiamo che il bisogno bussi alla porta del Comune. Siamo noi a bussare, con rispetto, alla porta dei cittadini”, ha detto. E ancora: “Investiamo di più sulla scuola, per combattere i divari alla radice. Garantiamo asili nido accessibili in ogni area delle città, specialmente nelle periferie”.

